VOGLIAMO CHIAREZZA!

Ci sono otto cittadini di nazionalità italiana, sei donne e due uomini, a bordo dell’aereo caduto oggi, pochi minuti dopo il decollo da Los Roques, in Venezuela. L’aereo della compagnia venezuelana Transaven, dopo essere decollato dall’arcipelago di Los Roques nei Caraibi, è caduto in mare a 100 chilometri da Caracas. Lo hanno reso noto fonti locali.

L’aereo, un turboelica ceco Let 410 della compagnia Transaven  era diretto alla volta della capitale con due membri di equipaggio e 14 passeggeri.

Secondo fonti aeronautiche il pilota aveva comunicato di avere problemi ai due motori a elica e aveva lanciato un sos subito dopo il decollo dall’aeroporto di Gran Roque, l’isola principale dell’arcipelago a 100 chilometri a nord di Caracas. Secondo la rete Globovision l’aereo è precipitato a sei miglia dall’isola. Il direttore generale della protezione civile informa che sono in corso le attività di ricerca di eventuali superstiti e non è dato sapere il numero esatto delle vittime. La Farmesina ha confermato la notizia data dalla tv Globovision: otto italiani risultano dispersi al largo delle coste dell’arcipelago venezuelano di Los Roques. 

Gli italiani a bordo
Questo l’elenco degli italiani a bordo: Bruna Guerrieri, Paolo Durante, Sofia Durante, Emma Durante, Stefano Frangiorne, Fabiola Napoli, Rita Calanni e Analissa Montanari. Tra di loro c’è un’intera famiglia di Ponzano Veneto (Treviso). Si tratta, secondo quanto confermato dal vicesindaco Roberto Pilla, di Paolo Durante, quarantenne, della moglie Bruna Guerrieri e della figlie Sofia ed Emma, rispettivamente di sei e otto anni. Annalisa Montanari, 42 anni, e Rita Calanni Rindina, 46, sono invece entrambe residenti a Bologna.

Le ricerche
Un’ importante operazione di soccorso si sta svolgendo nel Mar dei Caraibi per cercare di localizzare il relitto del velivolo della compagnia Transaven caduto in mare.

Il generale di brigata dell’esercito e direttore della Protezione civile, Antonio Rivero, ha indicato che unità della marina e velivoli dell’aeronautica stanno convergendo nella zona a sud della barriera corallina di Los Roques per individuare il velivolo Let-410 che potrebbe avere realizzato un ammaraggio.

In questo senso Rivero ha detto di sperare davvero che “il velivolo sia riuscito ad ammarare e quindi, con l’aiuto di Dio, questo ci permetterebbe di salvare tutti i passeggeri a bordo”.

Nelle ricerche sono impegnate unità navali, 3 elicotteri e un aereo che ha notato una macchia d’olio nelle vicinanze della barriera corallina. Avvistamento senza seguito. Nella zona, informano i soccorritori, il mare e’ calmo ma cade una pioggia sottile

 

La stampa.it

5/1/2008 (9:59)

Venezuela, continuano le ricerche
dell’aereo caduto con otto italiani



 

 

Ancora nessuna notizia del veivolo.
Forti difficoltà per le piogge e il vento

CARACAS (VENEZUELA)
Sono continuate per tutta la notte, per il momento senza esito, le ricerche degli italiani e degli altri dispersi nel tratto di mare intorno all’arcipelago venezuelano di Los Roques, dove ieri pomeriggio si è inabissato un aereo della compagnia Transaven decollato da Caracas con 14 persone a bordo, otto delle quali italiane.

Gli italiani coinvolti
Gli otto italiani, a quanto si è appreso da fonti locali, sono stati identificati per Annalisa Montanari, di 42 anni, e Rita Calanni Rindina, di 46, entrambi residenti a Bologna; della famiglia originaria di Ponzano Veneto (Treviso) composta dal programmatore informatico Paolo Durante, 40 anni, sua moglie, Bruna Guerrieri, 42, stilista in un’azienda tessile e delle loro figliolette Sofia, di 6 ed Emma, di 8. Infine del gruppo italiano facevano anche parte i due romani Stefano Fragione e Fabiola Napoli.

La dinamica dell’incidente
L’incidente, hanno reso noto fonti dell’Aviazione civile di Caracas, è avvenuto verso le 9,30 (le 15 italiane) quando il pilota del velivolo, Esteban Cecil, ha preso contatto con la torre di controllo per segnalare gravi problemi ad entrambi i motori dell’aereo Let-410, di fabbricazione ceca, e la volontà di realizzare un ammaraggio. Un’operazione di estrema difficoltà perchè, si è successivamente appreso, nella zona le condizioni meteorologiche erano abbastanza cattive, con vento forte, piogge battenti e mare mosso. Da quanto è stato possibile verificare, l’impatto, forse molto violento, è avvenuto a sud della barriera corallina che protegge Los Roques, a circa 26 miglia nautiche da Gran Roque, l’unica isola abitata e dotata di pista di atterraggio di questa perla dei Caraibi.

Soccorritori al lavoro
Oltre al gruppo di italiani, erano a bordo tre venezuelani ed un cittadino statunitense, tutti per il momento considerati dispersi. Immediatamente sono partiti i soccorsi, coordinati dal direttore della Protezione civile venezuelana, generale Antonio Rivero, che ha mobilitato varie unità della Marina, insieme a tre elicotteri, ed una squadra della Organizzazione di salvataggio Humboldt. Dopo alcune ore di perlustrazione, uno degli elicotteri ha avvistato macchie di cherosene sul mare, indizio della possibilità che in quel punto l’aereo potrebbe aver toccato il pelo dell’acqua, non riuscendo però a restare a galla. Lo stesso Rivero ha infine indicato che secondo un programma prestabilito le ricerche continuavano fino alle 5,30 (le 11 italiane) e che dopo gli elicotteri, a corto di carburante, sarebbero rientrati alla base di Caracas perchè l’aeroporto di Gran Roque non è in grado di operare dopo il tramonto.

Il mistero dell’aereo scomparso a Los Roques

Tutti gli enigmi a sei giorni dall’allarme radio. L’unica soluzione possibile è anche la più raccapricciante, mentre i familiari sperano nell’ipotesi dirottamento


10/01/2008

Tutto è cominciato il quattro gennaio. Negli ultimi giorni del periodo festivo arriva la notizia che un piccolo aereo carico di turisti è scomparso al largo delle isole Los Roques, arcipelago da sogno esotico al largo delle coste venezuelane. Sull’aereo, dicono i primi lanci d’agenzia, sono imbarcati anche alcuni italiani.

 

Da allora però la vicenda assume i contorni del mistero. Il primo enigma riguarda la presenza effettiva dei passeggeri a bordo con dati che si rincorrono e si smentiscono. In seguito si riesce ad appurare che il velivolo, un bimotore Let-410Transavan trasportava14 passeggeri e due membri di equipaggio. Degli occupanti, otto sono italiani: Bruna Guernieri, Paolo Durante, Sofia Durante ed Emma Durante di Ponzano Veneto (Tv), Stefano Frangiorne e Fabiola Napoli, sposini romani in viaggio di nozze e le due amiche bolognesi Rita Calanni e Analissa Montanatti. Sofia ed Emma Durante hanno rispettivamente sei e otto anni. della compagnia locale

 

L’aereo scompare dopo aver lanciato un sos alle 9,40 locali (le 16,10 in italia). Con una comunicazione del pilota alla torre di controllo dello scalo di Gran Roque: entrambi i motori hanno problemi, e il pilota dice di voler tentare un ammaraggio vicino alla barriera corallina. Il comandante del velivolo fornisce anche le coordinate esatte della sua posizione, a 64 miglia nautiche dalla destinazione.

 

Altro mistero: la direzione del volo. Secondo i media locali, i primi ad occuparsi della cosa, come El Impulso, l’aereo aveva appena lasciato l’arcipelago ed era diretto verso la terraferma. Ore dopo la scomparsa la protezione civilesmentisce: il bimotore era partito dall’aeroporto Bolivar di Caracas e si dirigeva alle Roques. Non il contrario. Intanto anche la Farnesina conferma: disperso aereo con otto italiani a bordo nei pressi della barriera corallina delle Roques. venezuelana

 

In Italia arrivano poi notizie di maltempo che rallenta le operazioni di ricerca e soccorso, ma sulla zona anche se piove, il mare è calmo. Tuttavia non si trovano rottami e l’unica possibile traccia individuata è una chiazza d’olio sospinta dalla corrente. Traccia rivelatasi poi inconsistente.

 

Rettifiche anche sulla posizione del presunto ammaraggio che sarebbe a 24 miglia (circa 39 chilometri) dalle isole e non 64 come precedentemente segnalato.

 

Il giorno dopo, cinque gennaio, proseguono le ricerche con l’impiego di sei elicotteri, di uomini delle forze armate, dell’aeronautica militare, della Guardia nacional e soccorritori civili.

 

Dopo due giorni di ricerche senza esito, il sei gennaio le autorità venezuelane ammettono che le correnti potrebbero aver allontanato i resti di un eventuale relitto. Per questo motivo si procederà per altre 72 ore su un raggio più vasto. La profondità del mare nel punto interessato è di circa 500 metri, ragion per cui viene chiesto l’ausilio di una nave oceanografica. Si trovano intanto pezzi di plastica che però risultano incompatibili con il Let-410 o con oggetti dei passeggeri e che per di più evidenziano un’esposizione all’acqua marina di almeno dieci giorni.

 

E se invece fosse caduto su una delle isole? Le autorità chiedono aiuto anche agli indigeni delle Roques per perlustrare la boscaglia, nonostante dall’alto non appaiano segni di impatto al suolo.

Si fa intanto strada un’ipotesi terribile: l’aereo in difficoltà potrebbe aver tentato un ammaraggio risultato perfetto, ma i passeggeri non avrebbero fatto in tempo ad evacuare e il velivolo si sarebbe inabissato intatto con tutto il suo carico umano.

 

A cinque giorni dalla scomparsa dell’aereo, il nove gennaio, la protezione civile locale tenta l’ultima carta e richiede l’aiuto anche dui un sottomarino per scandagliare i fondali fra la terraferma e le Roques. Del velivolo sparito dai radar il quattro gennaio continua a non esserci traccia né in mare né sulla terraferma.

 

Siamo quindi al dieci gennaio, sei giorni dopo la scomparsa e si affaccia una nuova ipotesi, quella del dirottamento. In realtà più che di ipotesi si tratta di una speranza alla quale si aggrappano soprattutto i familiari dei passeggeri dal momento che starebbe a significare la cosa più importante: salvo atti violenti di un ipotetico commando, i congiunti sarebbero  in vita . La possibilità tuttavia non è confermata negli ambienti ufficiali. Chi sarebbero infatti i dirottatori che  avrebbero condotto l’aereo? E perché non si sarebbero ancora fatti vivi

Romani dispersi Veltroni riceve un collega di Fragione L’ansia degli amici di Stefano: «Pronti a partire per il Venezuela»

Viviana Spinella
«Vogliamo andare sul posto, al più presto. Vogliamo capire davvero come stanno le cose e renderci conto della situazione. Nella speranza di riabbracciare Stefano e Fabiola». Le rassicurazioni del sindaco Veltroni e della Farnesina non bastano agli amici dei giovani sposi scomparsi a bordo del “Let L-410” di fabbricazione ceca partito nella mattinata del 4 gennaio da Caracas e diretto all’arcipelago di Los Roques.

Vorrebbero tutti poter fare qualcosa di concreto, e non restare così, lontani, in attesa di notizie dal Venezuela. «Noi siamo pronti a partire in qualsiasi momento», spiega Orazio Platania, collega, amico e testimone di nozze, nonché portavoce delle due famiglie. La richiesta è stata subito raccolta dal consigliere Massimiliano Maselli, amico di famiglia, che ha fatto un appello a Regione, Provincia e Comune. Le stesse istituzioni capitoline non sono state a guardare. E alla fine, quando l’unica speranza era riposta in un volo privato, l’Alitalia ha garantito sei posti, due per ogni famiglia degli otto italiani dispersi.
«Volevamo ringraziare il sindaco e il presidente del XIX Municipio, Fabio Lazzara», ha aggiunto Platania. «Oggi in Campidoglio Veltroni ha contattato l’unità di crisi della Farnesina e l’ambasciatore italiano in Venezuela, rassicurandoci che le ricerche si stanno svolgendo sia per mare che per via aerea. E ci ha garantito che i mezzi in campo sono sufficienti».
Nel frattempo, in attesa di partire, l’atmosfera a “Easy News”, lo studio di registrazione di spot pubblicitari dove lavorava Stefano Fragione, è sempre più tesa. Una dopo l’altra arrivano notizie di altri incidenti simili, l’ultimo proprio sabato sera: un atterraggio di emergenza nell’aeroporto dell’isola di Gran Roque. «Sappiamo che queste cose accadono ogni giorno in Venezuela. Lì gli aerei costano poco, quasi come una macchina qui da noi. Sono carrette del cielo con più di 20 anni, che non vengono mai controllate».08/01/2008

Gli amici si appellano a Veltroni

di Redazione – martedì 08 gennaio 2008, 07:00

Continua senza esito l’angosciante attesa delle famiglie di Stefano Fragione e sua moglie Fabiola Napoli, i due sposi romani che si trovavano sull’aereo che qualche giorno fa è scomparso mentre volava verso Los Roques in Venezuela. Ieri gli amici hanno chiesto l’impegno del Campidoglio affinché le ricerche siano intensificate. Dopo quest’appello il sindaco Walter Veltroni ha avuto un breve incontro in Campidoglio con Orazio Platania, portavoce delle due famiglie. Nel corso del colloquio Veltroni, ha contattato l’unità di crisi della Farnesina e l’ambasciatore italiano in Venezuela per informarsi della situazione, e ha confermato la sua preoccupazione per l’accaduto e la sua vicinanza alle famiglie dei dispersi. Dalle informazioni acquisite dal sindaco Veltroni, ha detto Platania, è stato confermato che «il governo venezuelano, per le ricerche, ha messo a disposizione un numero sufficiente sia di mezzi che di uomini». Il sindaco ha anche contattato l’Alitalia che ha messo a disposizione due biglietti per ogni famiglia dei passeggeri dispersi per raggiungere il luogo dell’incidente. «Siamo grati – ha aggiunto un collega di Stefano – al sindaco e al presidente del Municipio XVIII Fabio Lazzara per l’aiuto che ci stanno dando».

 

Venezuela, Farnesina esclude ipotesi dirottamento per l’aereo
Il Messaggero – 27 minuti fa
ROMA (10 gennaio) – Resta fitto il mistero sulla fine dell’aereo caduto venerdì scorso al largo delle coste venezuelane con otto italiani a bordo.

 

 

 

VOGLIAMO CHIAREZZA!ultima modifica: 2008-01-13T13:09:02+01:00da lilbaby
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